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Immunogenicità e sicurezza del vaccino coniugato Vi-CRM197 contro la febbre tifoide in adulti, bambini e infanti


La vaccinazione contro la febbre tifoide è una priorità di salute pubblica nei Paesi in via di sviluppo dove i bambini sono ampiamente colpiti da febbre tifoide.

Dal momento che gli attuali vaccini non sono raccomandati per bambini di età inferiore a 2 anni, il Novartis Vaccines Institute for Global Health ha sviluppato un vaccino coniugato ( Vi-CRM197 ) per l’immunizzazione degli infanti.

È stato condotto uno studio per valutare immunogenicità e sicurezza di Vi-CRM197 in persone di diverse età in Paesi del sud e del sud-est asiatico con presenza endemica del problema.

Sono stati condotti due studi randomizzarti, con l’osservatore in cieco, con riduzione dell’età e di fase 2 in due Centri in Pakistan e India ( studio A ) e in un Centro nelle Filippine ( studio B ), nel periodo 2011-2012.

Adulti di età 18-45 anni, bambini di età 24-59 mesi, infanti di età 9-12 mesi e infanti più piccoli ( 6-8 settimane di età ) sono stati assegnati in maniera casuale e in un rapporto 1:1 a ricevere 5 mcg di Vi-CRM197 o 25 mcg Vi-vaccino polisaccaridico ( oppure vaccino pneumococcico coniugato 13-valente in bambini di età inferiore a 2 anni ).

Entrambe le popolazioni di infanti hanno ricevuto il vaccino Vi-CRM197 assieme ai vaccini del Programma EPI ( Expanded Programme on Immunization ), in base allo schema proposto dall’Organizzazione mondiale della sanità ( OMS ).

Ad eccezione del personale del sito responsabile della preparazione del vaccino, i ricercatori dello studio, chi valutava gli esiti e chi analizzava i dati non erano a conoscenza del trattamento di assegnazione.

Non sono state specificate ipotesi nulle a priori per gli obiettivi di immunogenicità o sicurezza e tutte le analisi sono state descrittive e sono state condotte per intention-to-treat modificata.

Nei due studi sono stati arruolati e vaccinati 320 partecipanti: 200 nello studio A ( tutti i gruppi di età ) e 120 nello studio B ( solo bambini e infanti ), 317 ( 99% ) dei quali sono stati inclusi nell’analisi per intention-to-treat modificata.

Una dose di Vi-CRM197 ha migliorato significativamente le concentrazioni di anticorpi anti-Vi negli adulti ( da 113 U/mL e 208 U/mL ), nei bambini ( da 201 U/mL a 368 U/mL ) e negli infanti più grandi ( da 179 U/mL a 249 U/mL ).

Tuttavia, nei bambini e negli infanti più grandi, una seconda dose di vaccino coniugato non ha avuto un effetto incrementale sui titoli anticorpali e, a tutte le età, le concentrazioni di anticorpi sono aumentate significativamente 6 mesi dopo la vaccinazione ( da 55 U/mL a 63 U/mL negli adulti, da 23 U/mL a 51 U/mL nei bambini e da 21 U/mL a 22 U/mL negli infanti più grandi ).

La risposta immune negli infanti di età compresa tra 6 e 8 settimane è risultata più bassa di quella dei partecipanti di età superiore e, 6 mesi dopo la terza vaccinazione, le concentrazioni di anticorpi sono risultate significativamente più alte rispetto a quelle pre-vaccinazione negli infanti Filippini ( 21 U/mL vs 2.88 U/mL ), ma non Pakistani ( 3.76 U/mL vs 2.77 U/mL ).

Vi-CRM197 è risultato sicuro e ben tollerato e non ha indotto alcuna interferenza significativa con i vaccini del Programma EPI.
Nel corso degli studi non sono stati osservati decessi o eventi avversi gravi legati al vaccino.

In conclusione, Vi-CRM197 è sicuro e immunogenico in popolazioni endemiche di tutte le età.
Somministrato a 9 mesi di età, assieme al vaccino per il morbillo, Vi-CRM197 si è dimostrato promettente per un’inclusione negli schemi vaccinali del Programma EPI per i Paesi con presenza endemica di febbre tifoide.
Un’apparente assenza di risposta amplificata e una riduzione nel titolo anticorpale 6 mesi dopo l’immunizzazione dovrebbero essere ulteriormente valutate, ma i dati hanno dimostrato che un vaccino contro la febbre tifoide immunogenico può essere somministrato in modo sicuro a infanti durante le visite EPI raccomandate dall’OMS. ( Xagena2014 )

Bhutta ZA et al, Lancet Infect Dis 2014; 14: 119-129

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