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Immagina di prendere un farmaco per un problema di salute, e improvvisamente inizi a vedere cose che non esistono, o a credere che qualcuno ti stia perseguitando. Non è un film. È una reazione reale, e succede più spesso di quanto si pensi. La psicosi indotta da farmaci è una condizione seria ma spesso trascurata, che può colpire chiunque stia assumendo un medicinale - anche quelli prescritti da un medico. Non è rara, non è un segno di follia, e non significa che tu sia «pazzo». Significa solo che il tuo cervello ha reagito in modo inaspettato a una sostanza chimica.
Cosa succede nel cervello?
Quando un farmaco causa psicosi, non è perché il paziente è «debole». È perché quella sostanza interferisce con i neurotrasmettitori del cervello, specialmente la dopamina. La dopamina regola l’umore, la percezione e il pensiero. Troppa o troppo poca, e il cervello inizia a interpretare male la realtà. I sintomi principali sono deliri e allucinazioni. I deliri sono convinzioni false che resistono a ogni prova contraria: pensare che i vicini ti spiano, che il cibo sia avvelenato, o che la tua famiglia ti abbia tradito. Le allucinazioni sono esperienze sensoriali false: sentire voci che non ci sono, vedere ombre che si muovono, o sentire formicolii sulla pelle senza motivo.
Ma non finisce qui. Puoi anche avere discorso confuso, difficoltà a concentrarti, memoria a corto circuito, o comportamenti inadeguati - come urlare in pubblico o nasconderti sotto il letto. Questi segnali non compaiono sempre insieme. Dipendono dal farmaco. Alcuni causano ansia e agitazione prima della psicosi vera e propria. Altri fanno scattare i sintomi in poche ore. Altri ancora, come gli steroidi, possono richiedere giorni o settimane.
Quali farmaci possono causare psicosi?
Non sono solo le droghe illegali. Anche farmaci comuni possono essere responsabili. Ecco quelli più noti:
- Steroidi (come la prednisone): usati per l’artrite, l’asma o malattie autoimmuni. Circa il 5,7% delle persone che li assumono in dosi alte sviluppano psicosi. Spesso iniziano con irritabilità, poi passano a deliri paranoici.
- Antimalarici (come la mefloquina): usati per viaggi in zone tropicali. L’Agenzia Europea dei Medicinali ha registrato oltre 1.200 casi di psicosi legati a questo farmaco dal 1985. I sintomi possono includere incubi intensi, allucinazioni visive e panico improvviso.
- Antiretrovirali (come l’efavirenz): usati per l’HIV. Circa il 2,3% dei pazienti ne sviluppa effetti psichiatrici, tra cui depressione, allucinazioni e pensieri suicidi.
- Antidepressivi (SSRI e SNRI): rari, ma possibile. Soprattutto all’inizio del trattamento, quando il cervello si sta adattando.
- Stimolanti (come la methylphenidate o l’adderall): usati per l’ADHD. Possono causare paranoia e allucinazioni uditive, specialmente se assunti in dosi elevate o per lungo tempo.
- Antistaminici (come la difenidramina): presenti in molti sonniferi da banco. In dosi alte, possono causare confusione, allucinazioni e deliri, specialmente negli anziani.
- Antiparkinsoniani (come la levodopa): possono innescare allucinazioni visive, soprattutto in pazienti con Parkinson avanzato.
- Alcol e benzodiazepine: non sono farmaci prescritti per la psicosi, ma la loro sospensione brusca può causare un’emergenza psichiatrica. Il delirium tremens è una forma grave di psicosi da astinenza, con allucinazioni, confusione e convulsioni.
La cosa più importante da capire: non è la sostanza in sé che è «pericolosa». È la reazione del tuo corpo. Due persone possono assumere lo stesso farmaco. Una va bene. L’altra entra in psicosi. Perché? Perché c’è un fattore di rischio: una storia di disturbi mentali, un’età avanzata, o un’alterazione genetica che ancora non sappiamo misurare.
Chi è più a rischio?
Non è una questione di «forte» o «debole». È una questione di biologia. Le persone più a rischio sono:
- Chi ha già avuto un disturbo psichiatrico, come schizofrenia, depressione grave o disturbo bipolare.
- Le donne: studi mostrano che la psicosi indotta da farmaci colpisce più spesso le donne, soprattutto con steroidi e antimalarici.
- Gli anziani: il cervello invecchiato processa i farmaci più lentamente. Un dosaggio sicuro per un 30enne può essere tossico per un 70enne.
- Chi usa più farmaci insieme: le interazioni tra farmaci sono un terreno fertile per reazioni impreviste.
- Chi ha abuso di sostanze in passato: il cervello di chi ha usato cocaina, metanfetamina o alcol per anni è più vulnerabile.
Un dato allarmante: il 74% delle persone ricoverate per una prima psicosi avevano già avuto un disturbo da uso di sostanze. Questo non significa che la psicosi è «causata» dall’abuso. Significa che il cervello di queste persone ha una maggiore sensibilità agli agenti chimici. Ecco perché la storia medica conta più di quanto pensi.
Come si riconosce la differenza tra psicosi da farmaco e schizofrenia?
Questo è il punto cruciale. Se un medico non sa distinguere tra i due, può sbagliare diagnosi. E sbagliare significa somministrare farmaci per la schizofrenia a qualcuno che ha solo bisogno di fermare un medicinale.
La regola d’oro è questa: se i sintomi compaiono entro un mese dall’inizio o dalla sospensione di un farmaco, è psicosi indotta. Se persistono oltre un mese dopo aver smesso il farmaco, è probabile che ci sia un disturbo psichiatrico di base.
Un altro indizio: la psicosi da farmaco spesso ha un’origine rapida. Un paziente che prende steroidi per un’infiammazione e dopo 10 giorni inizia a vedere i suoi genitori come degli alieni? È quasi sicuramente la prednisone. Mentre la schizofrenia si sviluppa lentamente, con cambiamenti di umore, isolamento, pensieri strani che durano mesi.
Il delirio, un’altra condizione simile, è spesso confuso con la psicosi. Ma il delirio è causato da infezioni, disidratazione o carenze di vitamine. Il paziente è confuso, disorientato, ha difficoltà a tenere gli occhi aperti. Nella psicosi da farmaco, il paziente può essere lucido, ma completamente fuori dalla realtà. È una differenza sottile, ma vitale.
Cosa fare in emergenza?
Se qualcuno sta avendo una crisi psicotica da farmaco, il primo passo è interrompere il farmaco sospetto. Non aspettare. Non chiedere il parere del medico per telefono. Vai in pronto soccorso. Ora.
Il pronto soccorso non ti darà subito un antipsicotico. Prima controllano:
- La pressione, la temperatura, la frequenza cardiaca.
- Se c’è disidratazione o squilibrio elettrolitico (comune con la cocaina o l’ecstasy).
- Se ci sono segni di danno muscolare (rabbdomiolisi), che può verificarsi con gli stimolanti.
- Se è necessario un trattamento per l’astinenza da alcol o benzodiazepine (con farmaci come il lorazepam).
Se i sintomi sono gravi - il paziente è violento, si ferisce, o è in pericolo - si può usare un antipsicotico atipico come l’olanzapina o la quetiapina. Ma attenzione: non è una cura. È un intervento d’emergenza. L’obiettivo non è «calmare» il paziente, ma evitare che si faccia del male mentre il corpo elimina il farmaco.
Il trattamento principale è sempre la sospensione. E la maggior parte dei casi migliora in pochi giorni. La psicosi da cocaina sparisce in 24-72 ore. Quella da steroidi può richiedere 4-6 settimane. Quella da alcol può diventare permanente se non si cura la carenza di tiamina (sindrome di Wernicke-Korsakoff).
Prevenzione e cosa fare dopo
La prevenzione è semplice: parla. Se stai prendendo un farmaco nuovo, e inizi a sentire voci, avere paura irragionevole, o vedere ombre, non pensare che sia «nella tua testa». Chiamalo subito. Il tuo medico deve sapere che hai preso un nuovo farmaco, un integratore, un sonnifero da banco, o un rimedio erboristico.
Alcuni farmaci hanno avvertenze scritte: l’efavirenz, per esempio, ha un foglietto che dice: «Contatta il tuo medico se hai pensieri di morte, ansia o allucinazioni». Ma pochi pazienti li leggono. E molti medici non li ricordano.
Dopo la crisi, il follow-up è fondamentale. Anche se i sintomi sono scomparsi, devi tornare dallo psichiatra tra 1 e 3 mesi. Perché? Perché la psicosi da farmaco può mascherare una malattia mentale che stava per emergere. Se non la riconosci, il disturbo potrebbe ripresentarsi in forma più grave.
Un dato che non ti aspetti
Il 7-10% di tutti i primi episodi di psicosi che arrivano al pronto soccorso sono causati da farmaci. Non da droghe. Non da stress. Da medicinali prescritti. Eppure, solo il 38% dei medici di base si sente sicuro di riconoscerla. Questo significa che ogni anno, centinaia di persone vengono trattate per schizofrenia quando in realtà hanno solo bisogno di smettere di prendere un antibiotico, un cortisone o un antistaminico.
La psicosi da farmaco non è una malattia rara. È un errore diagnostico comune. E la soluzione non è un nuovo farmaco. È semplicemente: ascoltare il paziente. Se ti dice: «Dopo aver preso questo medicinale, ho cominciato a sentire voci», non ignorarlo. Non dargli un tranquillante e mandarlo a casa. Controlla il farmaco. Cambialo. O fermalo. E salva una vita.
Federica Canonico
febbraio 12, 2026 AT 13:19Oh, ma certo. Un altro articolo che fa sembrare la psicosi un difetto di fabbricazione del cervello, come se fosse un software mal configurato. Scusa se non ci casco. Tu dici che è "una reazione imprevista"? E allora perché ogni anno milioni di persone prendono steroidi, SSRI e antistaminici senza impazzire? Perché solo alcuni "hanno la biologia sbagliata"? Sembra un modo elegante per dire che certe persone sono semplicemente più deboli. Ma non è vero. È che la medicina moderna ha inventato un’altra scusa per non guardare il contesto: stress, isolamento, povertà, sonno, cibo spazzatura. Tutte cose che non si possono misurare con un esame del sangue. E quindi meglio puntare il dito sul cervello che sul sistema.