Se hai mai gettato un farmaco scaduto nel water, non sei solo. Molti lo fanno pensando di fare la cosa giusta: eliminare qualcosa di inutile e potenzialmente pericoloso. Ma questa abitudine, comune e ben intenzionata, sta avvelenando i fiumi, i laghi e persino l’acqua potabile. I farmaci che finiscono nello scarico non scompaiono. Restano. E si accumulano.
Cosa succede veramente quando butti i farmaci nel water?
Quando butti una compressa o un liquido nel water, non svanisce nel nulla. Il corpo umano assorbe solo il 20-30% di molti farmaci. Il resto esce attraverso l’urina o le feci. Ma quando aggiungi farmaci gettati direttamente nel water, moltiplichi il problema. Questi composti chimici passano attraverso le reti fognarie e arrivano alle stazioni di trattamento delle acque. E qui sta il punto cruciale: le stazioni di depurazione non sono progettate per rimuovere i farmaci.
Le tecnologie tradizionali filtrano solidi, uccidono batteri e rimuovono nutrienti. Ma le molecole dei farmaci - piccole, stabili e resistenti - passano attraverso tutto senza essere degradate. Risultato? Antibiotici, antidolorifici, ormoni e antidepressivi finiscono nei fiumi, nei laghi e nei bacini idrici che forniscano acqua a milioni di persone. Uno studio del US Geological Survey nel 2002 ha trovato tracce di oltre 80 farmaci diversi in 80% dei corsi d’acqua testati negli Stati Uniti. Oggi, la stessa cosa accade in Europa, in Asia e in Sudamerica.
Quali farmaci fanno più danni?
Non tutti i farmaci hanno lo stesso impatto. Alcuni sono particolarmente pericolosi per gli ecosistemi acquatici:
- Antidolorifici come l’ibuprofene e il diclofenaco: causano danni renali nei pesci e alterano il loro comportamento.
- Ormoni come gli estrogeni (presenti in contraccettivi): provocano cambiamenti sessuali nei pesci maschi, che sviluppano uova o diventano incapaci di riprodursi.
- Antibiotici come la ciprofloxacina: promuovono la resistenza batterica. Non solo negli esseri umani - ma anche nei batteri che vivono nei fiumi. Questo rende più difficile curare infezioni in futuro.
- Antidepressivi come la fluoxetina: alterano il comportamento dei pesci, facendoli più lenti, più esposti ai predatori, o meno attenti a cercare cibo.
Alcuni dati impressionanti: in alcune discariche, l’acetaminofene (il paracetamolo) è stato trovato a concentrazioni di 117.000 nanogrammi per litro - un livello centinaia di volte superiore a quello rilevato nell’acqua potabile. E non è un caso isolato.
Perché non basta buttarli nel cestino?
Se non li butti nel water, li metti nel cestino? Anche questo non è la soluzione perfetta. I farmaci nei rifiuti solidi possono filtrare nelle falde acquifere attraverso il liquido di scarico delle discariche (il leachate). E se qualcuno - un bambino, un animale, una persona con problemi di dipendenza - li trova, il rischio di avvelenamento o abuso aumenta.
Non esiste un modo “sicuro” di gettare i farmaci in casa. Mescolarli con caffè usato o lettiera per gatti e metterli in un contenitore chiuso può ridurre il rischio di abuso, ma non impedisce la contaminazione del suolo e delle acque sotterranee. È un compromesso, non una soluzione.
L’unica alternativa veramente efficace: i programmi di ritiro
C’è un modo per fermare la contaminazione prima che inizi: riportare i farmaci non utilizzati in farmacia.
Nei paesi europei e in alcune zone degli Stati Uniti, esistono programmi di ritiro chiamati “take-back”. Farmacie, ospedali e persino stazioni di polizia accettano farmaci scaduti o non usati, li raccolgono e li distruggono in modo controllato - solitamente attraverso incenerimento ad alta temperatura, che elimina completamente i composti chimici senza rilasciarli nell’ambiente.
Ma qui sta il problema: poche persone li conoscono. Un sondaggio della FDA nel 2021 ha rivelato che solo il 30% degli americani sa che esistono questi programmi. In Italia, la situazione è simile: poche farmacie li offrono, e non sempre sono ben segnalate. Secondo dati del DEA, solo il 15% delle contee statunitensi ha un punto di raccolta permanente. E in molte aree rurali, non ce ne sono affatto.
La lista “flush” della FDA: un equivoco pericoloso
La FDA ha pubblicato una lista di farmaci che, per motivi di sicurezza pubblica, possono essere gettati nel water - solo in assenza di altre opzioni. Sono principalmente oppioidi ad alto rischio di abuso, come il fentanil e l’ossicodone. L’idea è che il pericolo di un uso improprio da parte di bambini o tossicodipendenti sia maggiore del rischio ambientale.
Ma questa lista crea confusione. Molti credono che se un farmaco è sulla lista, allora è “sicuro” da gettare. Non è vero. La lista include solo 15 farmaci su migliaia. Per tutti gli altri, il water è la peggior opzione. E la confusione porta a più errori. Nel 2022, la FDA ha aggiunto tre nuovi oppioidi e rimosso due farmaci, ma non ha mai chiarito bene il messaggio al pubblico.
Cosa puoi fare oggi?
Non aspettare che il governo risolva tutto. Puoi agire ora:
- Controlla se la tua farmacia locale accetta farmaci scaduti. Chiama. Chiedi. Non assumere che non ci siano programmi - molti li hanno, ma non li pubblicizzano.
- Non buttare mai i farmaci nel water, a meno che non siano sulla lista FDA. E anche in quel caso, solo se non hai altre opzioni.
- Non conservare farmaci scaduti. Gli armadietti della medicina pieni di vecchie pillole sono un rischio per la salute e un problema ambientale in attesa di esplodere.
- Chiedi al tuo medico di prescrivere solo quanto serve. Spesso, i farmaci vengono dati in quantità eccessive. Chiedi: “Posso avere solo 10 compresse per ora? Se ne ho bisogno, ne chiedo altre.”
- Parla con altri. Condividi questa informazione. Un amico che sa cosa fare può cambiare un’intera famiglia.
Il futuro: chi deve pagare il costo?
In Europa, 16 paesi hanno introdotto il principio della “Responsabilità Estesa del Produttore” (EPR). Significa che le case farmaceutiche devono finanziare e gestire i programmi di ritiro. Non i cittadini. Non le farmacie. I produttori, che guadagnano miliardi, devono occuparsi anche dello smaltimento.
In Italia, questo modello non è ancora obbligatorio, ma sta crescendo. Nel 2024, la California ha reso obbligatorio per le farmacie fornire informazioni sullo smaltimento insieme alla prescrizione. È un passo avanti. Ma serve un sistema nazionale, coordinato, chiaro.
La tecnologia esiste: filtri a carboni attivi, ozonizzazione, trattamenti avanzati possono rimuovere fino al 95% dei farmaci dall’acqua. Ma costano tra 500.000 e 2 milioni di dollari per una stazione di depurazione. Chi paga? I cittadini attraverso le bollette? O le aziende che producono i farmaci?
La verità che nessuno ti dice
Non possiamo eliminare tutti i farmaci dall’ambiente. Quando prendi un antibiotico, il tuo corpo lo espelle. È inevitabile. Il problema non è l’uso dei farmaci - è lo spreco. È la quantità di pillole che rimangono inutilizzate. È la mancanza di sistemi semplici e accessibili per restituirle.
Il vero cambiamento non viene dai filtri o dai nuovi impianti. Viene da te. Da una telefonata alla farmacia. Da un gesto semplice: portare quel barattolo di pillole scadute dove devono andare. Non nel water. Non nel cestino. Ma in un contenitore dedicato, dove verranno distrutte senza lasciare traccia.
La prossima volta che guardi nel tuo armadietto dei farmaci, non pensare a “cosa faccio con questo?”. Pensa: “chi ne pagherà le conseguenze se lo butto qui?”.
È vero che i farmaci nel water fanno male ai pesci?
Sì, ed è documentato da decenni di ricerche. Gli estrogeni presenti nei contraccettivi hanno causato cambiamenti sessuali nei pesci maschi, trasformandoli in individui incapaci di riprodursi. Antidolorifici come il diclofenaco hanno danneggiato i reni nei pesci, mentre antidepressivi hanno alterato il loro comportamento, rendendoli più lenti e vulnerabili ai predatori. Questi effetti non sono teorici: sono stati osservati in fiumi e laghi in tutto il mondo.
Posso buttare i farmaci scaduti nel cestino della spazzatura?
Non è l’opzione migliore, ma è meglio del water. Se non hai accesso a un programma di ritiro, mescola i farmaci con qualcosa di sgradevole - come caffè usato, lettiera per gatti o terra - e mettili in un contenitore chiuso. Questo riduce il rischio che qualcuno li trovi e li usi per errore o per abuso. Ma attenzione: questo metodo non impedisce che i farmaci filtrino nel suolo e nelle falde acquifere attraverso le discariche.
Quali farmaci posso davvero gettare nel water?
Solo quelli sulla lista aggiornata della FDA (ottobre 2022), che include solo 15 farmaci ad alto rischio di abuso, come fentanil, ossicodone, metadone, e alcuni oppioidi. Per tutti gli altri - antibiotici, antinfiammatori, antipertensivi, antidepressivi - il water è proibito. Se non sei sicuro, non gettarlo. Portalo in farmacia.
Perché le farmacie non hanno sempre i contenitori per il ritiro?
Perché non sono obbligate. Negli Stati Uniti, la legge del 2010 ha permesso alle farmacie di offrire servizi di ritiro, ma non le ha costrette. Molti non lo fanno per mancanza di fondi, spazio o personale. In Italia, la situazione è simile: i programmi esistono, ma sono disorganizzati e poco conosciuti. Chiedi. Se non ce n’è uno, chiedi perché. La pressione dei cittadini fa la differenza.
Cosa posso fare se non c’è un punto di ritiro vicino a casa?
Contatta il tuo comune o l’ASL locale: chiedi se organizzano giornate di raccolta straordinarie. Partecipa a quelle esistenti. Se non ce ne sono, scrivi alla tua regione o al ministero della Salute. Chiedi che venga implementato un sistema nazionale. Nel frattempo, conserva i farmaci scaduti in un contenitore chiuso in un luogo sicuro fino a quando non trovi un’opzione. Non buttarli mai nel water.
Patrizia Toti
novembre 27, 2025 AT 11:44Ho sempre gettato le pillole nel water pensando di fare la cosa giusta... ora che ho letto questo mi sento un po' in colpa. Non sapevo che i pesci diventassero femmine per colpa dei contraccettivi. È scioccante.
Patrizia De Milito
novembre 28, 2025 AT 11:13Questa è una classica narrazione allarmistica senza dati aggiornati. Le concentrazioni rilevate sono di nanogrammi per litro, ovvero milioni di volte sotto la soglia tossica per gli esseri umani. La scienza non supporta queste allarmistiche. La contaminazione è un concetto emotivo, non un rischio misurabile.
Paolo Pace
novembre 29, 2025 AT 00:55Io ho chiamato la mia farmacia e mi hanno detto che hanno un contenitore in fondo al negozio dietro il banco. Non lo sapevo neanche io. Forse bisognerebbe mettere un cartello grande. Non è colpa nostra se non ci informano. Ma adesso lo so e lo dico a tutti.
Alessandro Seminati
novembre 30, 2025 AT 04:23Ho un armadietto pieno di vecchie pillole da anni. Non le ho mai buttate. Non so cosa fare. Non ho mai visto un punto di raccolta. Ho paura di sbagliare. Forse dovrei portarle in municipio. Ma non so se lo fanno. È un dilemma quotidiano che nessuno risolve.
Simon Garth
novembre 30, 2025 AT 17:27Il problema non è il farmaco nel water ma la mancanza di infrastrutture di depurazione avanzata. Le stazioni italiane sono obsolete. L'ozonizzazione e il carbon attivo sono costosi ma necessari. Il costo va a carico del sistema sanitario nazionale non dei cittadini. Le aziende farmaceutiche devono pagare per il ciclo di vita del prodotto. EPR non è una moda è un principio di economia circolare. Ma chi lo capisce qui in Italia
Luca Massari
dicembre 1, 2025 AT 22:40Se tutti portassero le pillole in farmacia sarebbe già un grande passo. Non serve un decreto. Serve solo un gesto. Una volta alla settimana. Porta le pillole vecchie. Punto. Non è difficile. Non serve un corso. Basta un passo.
riccardo casoli
dicembre 3, 2025 AT 22:34Interessante come la società si preoccupi più dei pesci che dei cittadini che muoiono per mancanza di farmaci. Ma certo, meglio un luccio senza uova che un nonno senza il suo antipertensivo. La colpa è sempre degli altri. E la soluzione è sempre più burocrazia. Bravo.
Emanuele Bonucci
dicembre 4, 2025 AT 03:43Questo è un piano dell'UE per controllare le masse. I farmaci sono la chiave per la salute. Se li controllano loro, controllano te. Il water è l'unico modo per liberarsene. Le farmacie sono trappole. Aspettano che tu ti fidi. Poi ti dicono che devi pagare per il ritiro. Ecco il trucco. Non fidarti. Brucia le pillole in giardino. Così almeno non finiscono nei sistemi di controllo.
Edoardo Sanquirico
dicembre 4, 2025 AT 16:13Ho fatto un esperimento: ho chiesto in 5 farmacie diverse se c'era un punto di ritiro. Solo due mi hanno detto di sì. Una mi ha indicato un armadietto nascosto dietro le buste. Un'altra mi ha detto che non lo sanno neanche loro. Ma io ho portato le mie pillole lo stesso. E ho lasciato un biglietto: "Se non lo sapete, chiedetelo". Forse è piccolo ma è qualcosa. E se tutti lo facessimo?
Angela Tedeschi
dicembre 6, 2025 AT 08:52io ho messo le pillole nel cestino con il caffè e ho chiuso il sacchetto ma ho paura che mia figlia le trovi. E se qualcuno le prende? e se si ammala? e se le prende un animale? non so cosa fare. non c'è un posto dove portarle. la mia farmacia non ha niente. non so cosa fare. aiuto