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Viaggiare con i farmaci può sembrare semplice: metti le pillole in una scatolina, chiudi la borsa e parti. Ma se hai mai subito un controllo all’aeroporto, ti sei ritrovato con un farmaco sequestrato o sei stato trattenuto per ore per un’ispezione, sai che non è così semplice. La verità è che viaggiare con i farmaci nei contenitori originali non è solo una buona pratica: è spesso l’unica cosa che ti salva da ritardi, multe, o addirittura l’arresto in un paese straniero.
Perché i contenitori originali fanno la differenza
La TSA (Transportation Security Administration) negli Stati Uniti non obbliga legalmente a tenere i farmaci nei contenitori originali. Sul loro sito, aggiornato a settembre 2023, scrivono chiaramente: “Non chiediamo di conservare i medicinali nelle bottiglie originali”. Ma qui sta il tranello. Quello che la TSA non dice è che i suoi agenti non sono gli unici a controllare i tuoi farmaci. Quando atterri in un aeroporto internazionale, sei soggetto alle leggi del paese di destinazione. In Giappone, il Sudafed (pseudoefedrina) è illegale. In Thailandia, il codiceina è un farmaco controllato. In molti paesi del Medio Oriente, l’Adderall e il Ritalin sono considerati sostanze stupefacenti. Se i tuoi farmaci non sono in contenitori originali con etichette chiare, un ufficiale di dogana non può verificare cosa stai portando. E se non può verificarlo, lo sequestra. O ti blocca. Uno studio dell’International Association for Medical Assistance to Travelers su 1.247 viaggiatori internazionali ha dimostrato che chi portava i farmaci nei contenitori originali ha subito il 73% in meno di ritardi alle dogane rispetto a chi usava organizer per pillole. Perché? Perché un’etichetta con il nome del farmaco, la dose, il tuo nome e il nome della farmacia è una prova visibile, immediata e riconosciuta a livello globale.Le regole negli Stati Uniti: un mix di leggi confuso
Negli Stati Uniti, la situazione è un caos legislativo. La TSA non richiede i contenitori originali. Ma 37 stati - tra cui California, New York e Texas - hanno leggi statali che lo obbligano. Se viaggi in treno o in auto da New York a New Jersey, e ti fermano per un controllo, puoi essere multato per aver portato un farmaco prescritto in un contenitore senza etichetta. Anche se non ti fermi mai, questo ha un impatto diretto sull’aeroporto. Gli agenti TSA non sono farmacisti. Se vedi una scatolina con 20 pillole bianche e nessuna etichetta, non sanno se sono antidepressivi, antidolorifici o qualcosa di pericoloso. E quando non sanno, fanno il lavoro più sicuro: ti fermano. Ti chiedono di aprire, ti fanno una serie di domande, e magari ti chiedono di chiamare il tuo medico. E tutto questo accade mentre la tua fila si allunga, il tuo volo si avvicina, e la tua ansia sale.Le regole internazionali: un campo minato
Se stai per partire all’estero, dimentica tutto ciò che pensavi di sapere. Il Dipartimento di Stato americano ha documentato 187 paesi con restrizioni specifiche sui farmaci. E non si tratta solo di droghe illegali. - In Giappone: massimo un mese di qualsiasi farmaco, senza eccezioni. Senza etichetta originale, non entrerai con niente. - In Emirati Arabi Uniti: anche il comune antidolorifico con codiceina può portarti in prigione. - In Regno Unito: puoi portare solo 30 giorni di farmaco senza permesso speciale. Se ne porti 90, anche se sono per te, potrebbero confiscarli. - In Thailandia e Singapore: l’Adderall è vietato. Anche se hai la prescrizione americana, non conta. L’FDA ha avvertito nel dicembre 2023 che il 11,7% dei farmaci acquistati all’estero sono falsi o di qualità scadente. E se torni a casa con un farmaco comprato in Thailandia o in Messico, e non è nel contenitore originale americano, potresti essere accusato di contrabbando. Non è un caso raro: negli ultimi due anni, l’Ufficio delle Dogane e della Protezione dei Confini ha sequestrato oltre 12.000 pacchetti di farmaci importati illegalmente da viaggiatori.
Cosa devi portare, oltre ai contenitori originali
Portare i farmaci nei contenitori originali non basta. Devi accompagnare tutto con documentazione. E non una semplice foto sul telefono. - Una copia della prescrizione con il nome del farmaco, la dose, la frequenza e il nome del medico. - Una lettera del tuo medico scritta su carta intestata, con la sua licenza e i contatti. La lettera deve spiegare perché ti serve quel farmaco, e che è per uso personale. - Il nome generico del farmaco. Molti farmaci hanno nomi diversi nei vari paesi. Se il tuo antidepressivo si chiama “Prozac” negli USA e “Fluoxetina” in Italia, la lettera deve dirlo entrambi. La Cleveland Clinic raccomanda di portare sempre due copie: una in borsa, una in un altro bagaglio. Perché? Perché se ti sequestrano la borsa, hai ancora una prova.Medicinali liquidi, iniettabili e termosensibili
I liquidi sono un’altra storia. La TSA permette farmaci liquidi oltre i 3,4 once (100 ml), ma solo se li dichiari all’inizio del controllo. Non aspettare che ti chiedano. Dì subito: “Ho un farmaco liquido necessario per la mia salute”. Per gli iniettabili - come l’insulina o i farmaci per la sclerosi multipla - devi portare un certificato medico che spieghi la necessità. I dispositivi come penne per insulina sono permessi, ma devono essere visibili e dichiarati. Non metterli nella valigia da stiva. Mai. E se il tuo farmaco deve stare in frigo? I ghiaccioli sono permessi, ma devono essere dichiarati. E non possono essere “ghiaccioli normali”: devono essere progettati per farmaci. I controllori possono chiederti di aprire la borsa termica per controllare che non ci sia altro. E se il tuo farmaco si scalda durante il volo? Il 23% dei viaggiatori nel 2023 ha riportato problemi di efficacia a causa di temperature estreme in stiva. Per questo, mai mettere i farmaci nella valigia da stiva. Anche se non li usi durante il volo. L’International Air Transport Association ha rilevato che il 17,3% dei farmaci in stiva hanno subito sbalzi di temperatura oltre i limiti di sicurezza.Cosa fare se non puoi usare i contenitori originali
A volte, per motivi di spazio, di stile di vita o di medicina a lungo termine, non puoi portare 20 bottiglie. In quel caso, devi compensare con un piano B. - Usa un organizer per pillole, ma etichettalo bene: nome del farmaco, dose, frequenza, scadenza, e nome del medico. - Fai una fotografia nitida di ogni bottiglia originale, con l’etichetta chiaramente visibile. Salvala sul tuo telefono e su un cloud. Se ti chiedono, puoi mostrare la foto. - Tieni sempre una copia cartacea della prescrizione, anche se hai la foto. Ma attenzione: questo non è la stessa cosa dei contenitori originali. È una soluzione di emergenza. Se ti fermi in un paese con regole rigide, potresti comunque avere problemi. Per questo, se puoi, scegli sempre i contenitori originali.La regola d’oro: cosa fare prima di partire
Non aspettare di arrivare all’aeroporto. Fai questo controllo prima di comprare il biglietto:- Controlla il sito del Dipartimento di Stato americano per la tua destinazione. Cerca “medications” o “drugs” nella sezione viaggi.
- Contatta la farmacia locale e chiedi: “Quali farmaci sono vietati in [paese]?”.
- Chiedi al tuo medico una lettera scritta su carta intestata, con nome, dose, motivo e contatti.
- Prepara due copie della prescrizione e della lettera.
- Controlla la data di scadenza dei farmaci. Non portare nulla scaduto.
- Dividi i farmaci tra borse. Non mettere tutto in un unico posto.
- Porta sempre un po’ di farmaco in più. I voli si ritardano. I bagagli si perdono.
Paolo Silvestri
novembre 26, 2025 AT 07:09Ho viaggiato per 3 mesi in Asia con 12 farmaci diversi, tutti nei contenitori originali. Niente problemi. Niente domande. Niente stress. L’ho fatto perché ho visto un amico bloccato a Bangkok per una scatolina di ibuprofene senza etichetta. Non è un’opzione: è un’assicurazione sulla vita.
Se pensi che sia un fastidio, prova a stare 8 ore in un ufficio doganale mentre il tuo volo parte senza di te. Io ho scelto la comodità, non la fortuna.
Michela Sibilia
novembre 27, 2025 AT 06:16😭 MA CHE CAZZO, HO PORTATO TUTTI I MIEI FARMACI IN UN ORGANIZER NERO CON LE ETICHETTE STAMPATE IN FONDO… E IN GIAPPONE MI HANNO BLOCCATO PER 3 ORE PERCHÉ NON C’ERA IL NOME DELLA FARMACIA?!?!
HO PIANTO IN AEROPORTO. SERIAMENTE. HO PIANTO. E POI MI HANNO DETTO CHE SE AVESSI AVUTO LA LETTERA DEL MEDICO MI AVREBBERO LASCIATO PASSARE. MA NON L’AVEVO. 😭😭😭
GIUSEPPE NADAL
novembre 29, 2025 AT 02:47La cultura del viaggio cambia. In Italia pensiamo che i farmaci siano una cosa privata, ma nel mondo sono un elemento di controllo statale. Non è una questione di buon senso, è di potere.
Quando sono stato in Emirati, ho visto un ragazzo di 22 anni con un’etichetta di aspirina in inglese e una foto sul telefono. Gli hanno sequestrato tutto, anche l’antibiotico per l’otite. Lui piangeva. Io ho capito che non si tratta di leggi, ma di paura. E la paura non si argina con le foto.
Portare i contenitori originali non è un’ossessione: è un atto di rispetto. Verso te stesso, verso gli altri, verso le regole che non capisci ma che esistono.